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Amare se stessi significa iniziare un idillio che dura tutta la vita”  O. Wilde 

Nel corso della nostra esistenza, a volte, ci troviamo ad affrontare difficoltà e prove che possono essere fonte di grande sofferenza, disagio, angoscia e confusione. In questi momenti è facile  perdere la capacità di reagire e di riorganizzarsi.

Il mio compito  è quello di aiutare l'individuo a risvegliare le risorse, a far riaffiorare le forze per poter vivere con serenità le sfide della vita.

Nel corso della mia attività professionale, che  svolgo con passione in ambito pubblico e privato da circa 17 anni,  ho potuto constatare l'efficacia di un percorso psicologico  per superare momenti di disagio.

Il percorso di cambiamento intrapreso con le persone che incontro nel mio studio è sempre un lavoro di squadra, costruito insieme rispettando tempi ed esigenze di ognuno, con l'obiettivo di restituire fiducia in sè stessi,superare momenti di confusione e sofferenza.

E' il primo passo per prendersi cura di sé,sicuramente, un nuovo modo per  iniziare ad volersi bene, raggiungendo  un benessere psicologico duraturo, capace di resistere  ai tanti "terremoti"  a cui la vita ci sottopone.

 

Dott.ssa Cristina Paglialonga

Sede Operativa: Via Ponchielli, 85 - 61122 Pesaro (PU)
                        Presso Polispecialistica Pesarese

Telefono: 3284596372
Partita IVA: 02090650413

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ALCUNE DOMANDE FREQUENTI SUGLI ATTACCHI DI PANICO 

Dottoressa quando ho un attacco ho la sensazione che sto per impazzire e perderò il controllo ? Accadrà questo?
Il panico sprerimentato è la paura della paura; Infatti la paura iniziale difronte ad una situazione pericolosa o presunta tale viane alimentato in modo esagerato dal terrore e dall’ansia verso i primi segnali del corpo e della mente; in questo modo il cuore batte all’impazzata, il respiro diventa ansimante e la mente galoppa veloce.e la paura si trasforma in terrore, angoscia perdita cosi di ogni controllo di sé e delle proprie reazioni. In realtà, quindi, non si tratta di un reale “impazzimento” ma semplicemente di una risposta disfunzionale alla paura. La paura è un meccanismo di difesa utile, al contrario il terrore e l’angoscia sono disorgannizzanti , responsabili di mandare in tilt mente e corpo.

Quando ho un attacco di panico penso che avò un infarto ?
In realtà la possibilità che un persona con disturbi di attacco di panico possa essere soggetto a problemi cardiaci è la stessa di individui che non soffrono di tali disturbi.
La tachicardia, la mancanza di respiro sono attivazioni dell’organismo di fronte alla percezione di pericolo e il tentativo di controllarle non fa altro che aumentare i sintomi panicosi.

Quando finisce un attacco provo un forte senso di vergogna ?
Dopo che c’è stato un attacco di panico e lo “tsunami spicologico è passato travolgendo corpo e mente, forza e volontà emerge un forte sentimento di vergona comune a tutti coloro che soffrono di tale disturbo.
Tale sentimento alimenta i sintomi ed per ciò diviene importante per guarire imparare ad accettare le proprie paure senza giudicarsi troppo severamente.
La paura della paura spinge a chiuderci ed a rinunciare, alimentando sempre più il disagio.
Ma il coraggio non è assenza di paura , il coraggio nasce dalla disponibilità a vivere la paura.

Non capisco questi attacchi di panico, proprio a me che sono sempre stato un individuo dinamico ?
In realtà molti dei pazienti fobici non sono persone inibite , ma bensì indipendentii, insofferenti ai vincoli, amanti dei viaggi e a volte appassionati di sport rischiosi. Spesso il sintomo diviene il segnale di un del disagio a seguito di un conflitto irrisolvibile tra desiderio di protezione e desiderio di indipendenza.

 

Per avere maggiori informazioni consiglio di leggere nella sezione approfondimenti l'articolo "I PAZIENTI FOBICI TRA DESIDERIO DI LIBERTA’ E RICERCA DI PROTEZIONE

Leggi tutto

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 RESISTENZA AL CAMBIAMENTO : DAL BRUCO ALLA FARFALLA

"I cambiamenti non sono né automatici né spontanei. "

"Un problema che crea dolore verrà mantenuto od ingigantito, se non si assume un diverso modo di pensare"

"L'intervento psicologico è necessario quando le situazioni mutano in peggio e il problema domina l'individuo."

 

Evoluzione, adattamento, trasformazione …..concetti legati al filo rosso del cambiamento, parole che a volte spaventano. Cambiare? ma come?E poi se si cambia che succederà ?

Tuttavia il cambiamento è la chiave della soluzione dei problemi umani, rappresenta l'unica costante della vita; e dalla modalità con cui lo affrontiamo dipende il nostro benessere psicologico.

Malgrado ciò i cambiamenti non sono né automaticispontanei.

Spesso vengono ostacolati da paure, resistenze, incapacità di liberarsi dai vecchi condizionamenti, lasciando gli individui chiusi nella gabbia dell'esperienza (perchè cambiare?) o incastrati nel cosidetto “alibi del carattere” (sono fatto così non posso farci niente).

Un problema che crea dolore verrà mantenuto od ingigantito, se non si assume un diverso modo di pensare , se non si rompono gli schemi.

Il cambiamento è l'obiettivo della psicoterapia che cerca di modificare emozioni, pensieri ed atteggiamenti responsabili di disagi e sofferenza.


 

L'intervento psicologico è necessario quando le situazioni mutano in peggio e non è più la persona che controlla il problema, ma il problema domina l'individuo.

Anche in terapia ogni cambiamento suscita resistenze da parte dei pazienti,per la maggiorparte delle persone uscire dalla zona di confort è sempre difficile, si preferisce un equilibrio insoddisfacente, ma conosciuto e rassicurante, piuttosto che uno scenario incerto e sconosciuto.

Lo psicologo, attraverso l'ascolto e le tecniche psicologiche acquisite, avrà il compito di sostenere e favorire cambiamenti, anche piccoli e graduali, ma a volte con effetti importanti nella vita delle
persone.

I benefici della terapia, se sostenuti da motivazione per non mollare la presa durante il percorso. possono rivelarsi inaspettati e piacevolmente sorprendenti.

Non è importamte che le cose vadano in fretta l'importante e che non stiano ferme.

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CHE COSA ACCADE NELLA STANZA DELLO PSICOLOGO ?

"Un cliente è responsabile di se stesso, sta andando da qualcun'altro per avere aiuto, ma il centro di valutazione, di decisione è ancora dentro se stesso” (Rogers, Russell 2002)

Nella stanza di terapia, non c'è una persona del tutto passiva che si affida ad un esperto, ma ci sono due persone che fanno un percorso di crescita . Il ruolo del terapeuta non è più quello dell'esperto riparatore di una disfunzione, ma piuttosto una guida che permette di riorganizzare la propria vita. Lo psicoterapeuta rapportandosi al cliente con empatia, crea un clima che consente alla persona di lavorare sul proprio percorso di rivalutazione ed espressione del sé.

L'obiettivo è restituire potere alla persona favorendo la responsabilizzazione, affinché possa agire in modo autonomo e consapevole sulla propria vita.

 

Per chi desidera avere maggiori informazioni sull' argomento consiglio la lettura dell'approfondimento ;

Psicologo, cliente e percorso terapeutico

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