Questo sito utilizza cookies di profilazione e di terze parti che consentono di migliorare i nostri servizi per l'utenza. Continuando a navigare, accetti l'utilizzo dei cookies da parte di questo sito.

  • Slide1
  • Slide2
  • Slide3
  • Slide4
  • Home

 "L'incontro terapeuta -paziente : due emotività in dialogo"

Amare se stessi significa iniziare un idillio che dura tutta la vita”  O. Wilde 

Nel corso della nostra esistenza, a volte, ci troviamo ad affrontare difficoltà e prove che possono essere fonte di grande sofferenza, disagio, angoscia e confusione. In questi momenti è facile  perdere la capacità di reagire e di riorganizzarsi.

Il mio compito  è quello di aiutare l'individuo a risvegliare le risorse, a far riaffiorare le forze per poter vivere con serenità le sfide della vita.

Nel corso della mia attività professionale, che  svolgo con passione in ambito pubblico e privato da circa 17 anni,  ho potuto constatare l'efficacia di un percorso psicologico  per superare momenti di disagio.

Il percorso di cambiamento intrapreso con le persone che incontro nel mio studio è sempre un lavoro di squadra, costruito insieme rispettando tempi ed esigenze di ognuno, con l'obiettivo di restituire fiducia in sè stessi,superare momenti di confusione e sofferenza.

E' il primo passo per prendersi cura di sé,sicuramente, un nuovo modo per  iniziare ad volersi bene, raggiungendo  un benessere psicologico duraturo, capace di resistere  ai tanti "terremoti"  a cui la vita ci sottopone.

 

Dott.ssa Cristina Paglialonga

Sede Operativa: Via Ponchielli, 85 - 61122 Pesaro (PU)
                        Presso Polispecialistica Pesarese

Telefono: 3284596372
Partita IVA: 02090650413

Seguici su Facebook

Seguici su Google+

StampaEmail

ALCUNE DOMANDE FREQUENTI SUGLI ATTACCHI DI PANICO 

Dottoressa quando ho un attacco ho la sensazione che sto per impazzire e perderò il controllo ? Accadrà questo?
Il panico sprerimentato è la paura della paura; Infatti la paura iniziale difronte ad una situazione pericolosa o presunta tale viane alimentato in modo esagerato dal terrore e dall’ansia verso i primi segnali del corpo e della mente; in questo modo il cuore batte all’impazzata, il respiro diventa ansimante e la mente galoppa veloce.e la paura si trasforma in terrore, angoscia perdita cosi di ogni controllo di sé e delle proprie reazioni. In realtà, quindi, non si tratta di un reale “impazzimento” ma semplicemente di una risposta disfunzionale alla paura. La paura è un meccanismo di difesa utile, al contrario il terrore e l’angoscia sono disorgannizzanti , responsabili di mandare in tilt mente e corpo.

Quando ho un attacco di panico penso che avò un infarto ?
In realtà la possibilità che un persona con disturbi di attacco di panico possa essere soggetto a problemi cardiaci è la stessa di individui che non soffrono di tali disturbi.
La tachicardia, la mancanza di respiro sono attivazioni dell’organismo di fronte alla percezione di pericolo e il tentativo di controllarle non fa altro che aumentare i sintomi panicosi.

Quando finisce un attacco provo un forte senso di vergogna ?
Dopo che c’è stato un attacco di panico e lo “tsunami spicologico è passato travolgendo corpo e mente, forza e volontà emerge un forte sentimento di vergona comune a tutti coloro che soffrono di tale disturbo.
Tale sentimento alimenta i sintomi ed per ciò diviene importante per guarire imparare ad accettare le proprie paure senza giudicarsi troppo severamente.
La paura della paura spinge a chiuderci ed a rinunciare, alimentando sempre più il disagio.
Ma il coraggio non è assenza di paura , il coraggio nasce dalla disponibilità a vivere la paura.

Non capisco questi attacchi di panico, proprio a me che sono sempre stato un individuo dinamico ?
In realtà molti dei pazienti fobici non sono persone inibite , ma bensì indipendentii, insofferenti ai vincoli, amanti dei viaggi e a volte appassionati di sport rischiosi. Spesso il sintomo diviene il segnale di un del disagio a seguito di un conflitto irrisolvibile tra desiderio di protezione e desiderio di indipendenza.

 

Per avere maggiori informazioni consiglio di leggere nella sezione approfondimenti l'articolo "I PAZIENTI FOBICI TRA DESIDERIO DI LIBERTA’ E RICERCA DI PROTEZIONE

Leggi tutto

StampaEmail

 SENSO DI COLPA, RABBIA E DEPRESSIONE


 

"A volte all'emozione della colpa si associano anche forti emozioni di rabbia. Tale tensione aggressiva può essere rivolta all'esterno, sugli altri. "

"Quando la rabbia è rivolta verso sé stessi, dà luogo a sentimenti di sfiducia e disistima"

Il senso di colpa è un emozione in generale con funzione adattative, il suo ruolo diviene positivo quando non racchiude solo una dimensione punitiva e giudicante, ma consente di porre l'accento su di sé e sui propri comportamenti, così da spingere l'individuo ad assumersi la responsabilità ed evitare in futuro di ripetere gli stessi errori. Tale sentimento si può definire adattativo poiché promuove comportamenti positivi verso gli altri.

Può accadere, purtroppo, che per alcuni individui il senso di colpa, aumenti a dismisura, fino a divenire disfunzionale, così da essere percepito in modo troppo intenso in situazioni differenti. In questo modo l'emozione perde totalmente il suo valore positivo, indebolendo l'autostima e peggiorando l'immagine che l'individuo a di sè .
Chi vive sensi di colpa cronici, continui ed intollerabili si trova esposto ad un flusso di emozioni che lo assorbe e lo impegna emotivamente e mentalmente senza consentirgli di poter affrontare e pensare serenamente. Costringendo l'indiviudo a comportarsi in modo trattenuto e poco spontaneo, creando un blocco emotivo molto doloroso. infatti Si osserva ,che chi vive tale situazione emotiva, diviene
facilmente ricattabile dagli altr ,poiché per non alimentare il suo senso di colpa sarà impossibilitato a dire di no.
Dunque, pensieri ricorrenti di colpa si associano a vissuti depressivi, a sintomi ansiosi, sentimenti di incapacità ed impotenza. In generale, possono essere la causa di reazioni depressive. L'individuo, quando non riesce a liberarsi di ricordi intrusivi, dolorosi si difende sviluppando una sorta di insensibilità e disaffezione verso sé stesso e le persone care, sentendosi sempre più impotente.

Da dove ha origine un senso di colpa così intenso ?
Le spiegazioni, come spesso accade in psicologia, sono molteplici :
Potrebbero originare da modelli educativi troppo rigidi o punitivi, da genitori in conflitto che inconsapevolmente comunicano al figlio che possa essere indirettamente il responsabile del disaccordo o da coppie genitoriali insoddisfatte, che inviano al figlio messaggi nei quali intuisce di essere responsabile del benessere di un genitore o di entrambi ( senza di te non so che farei? non mi puoi abbandonare') .

Ma anche da esperienze traumatiche (lutti, violenze e/o abusi ). Allora i sensi di colpa e impotenza divengono così intensi da privare l'individuo della sua spinta vitale .
La depressione associata alla colpa impedisce alla persona di agire conducendola al ritiro, all'isolamento e all'inattività. Il senso di vuoto, l'incapacità decisionale , la fatica e l'apatia congelano ogni azione, pensiero o parola.
A volte all'emozione della colpa si associano anche forti emozioni di rabbia. Tale tensione aggressiva può essere rivolta all'esterno, sugli altri. La persona sopraffatta da sfiducia , paura ansia può manifestare azioni aggressive verso gli altri per uscire dalla passività e riprendere il controllo, trasformandoli nel capro espiatorio della propria rabbia.
Quando l'aggressività è rivolta verso sé stessi, dà luogo a sentimenti di sfiducia e disistima .
Solo una maggior consapevolezza di queste emozioni potrà aiutare l'individuo a ridurrne l'intensità attraverso un percorso psicologico di rielaborazione che permetterà di liberarsi da una gabbia emotiva e lo condurrà verso un benessere psicologico.

StampaEmail

CHE COSA ACCADE NELLA STANZA DELLO PSICOLOGO ?

"Un cliente è responsabile di se stesso, sta andando da qualcun'altro per avere aiuto, ma il centro di valutazione, di decisione è ancora dentro se stesso” (Rogers, Russell 2002)

Nella stanza di terapia, non c'è una persona del tutto passiva che si affida ad un esperto, ma ci sono due persone che fanno un percorso di crescita . Il ruolo del terapeuta non è più quello dell'esperto riparatore di una disfunzione, ma piuttosto una guida che permette di riorganizzare la propria vita. Lo psicoterapeuta rapportandosi al cliente con empatia, crea un clima che consente alla persona di lavorare sul proprio percorso di rivalutazione ed espressione del sé.

L'obiettivo è restituire potere alla persona favorendo la responsabilizzazione, affinché possa agire in modo autonomo e consapevole sulla propria vita.

 

Per chi desidera avere maggiori informazioni sull' argomento consiglio la lettura dell'approfondimento ;

Psicologo, cliente e percorso terapeutico

StampaEmail