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LA FATICA DI CHIEDERE AIUTO

Scegliere di andare da uno psicologo non è mai semplice, mille dubbi e resistenze a volte finiscono per rimandare la decisione di contattare un professionista. I motivi per cui tale scelta diventa tanto sofferta sono almeno 4 e possiamo considerali 4 buone motivazioni:

Si spera di poter risolvere il problema da soli senza ricorre ad aiuto esterno (l’affermazione più comune è “io non credo in questo tipo di aiuto) per non mostrarsi fragili, per paura di essere giudicati dagl’altri in modo negativo, ma soprattutto perché mettersi in discussione per realizzare dei cambiamenti spaventa tutti. Gli esseri umani spesso tendono a mantenere lo status quo anche se disfunzionale e fonte di disagio.

Per alcuni è estremamente difficile fidarsi di una persona sconosciuta, aprendosi e rivelandogli le nostre insicurezze e fragilità. Infatti alcune persone faticano ad affidarsi e fidarsi ad un professionista, rivelando, forse, in alcuni casi una sfiducia nella possibilità di costruire relazioni sociali

Spesso si pensa che il percorso terapeutico debba durare anni, impegnando più volte a settimana; in certi casi la paura è quella di diventare dipendenti dal terapeuta, pensiero intollerabile per alcune persone che vivono nel mito dell’indipendenza. Ignorando che questi aspetti (dipendenza/indipendenza) hanno sempre bisogno di integrarsi nella vita degli individui. In ogni caso, l’obiettivo del terapeuta è sempre quello di fornire gli strumenti e le risorse per consentire all’individuo di procedere da solo senza stampelle esterne.

Si può dunque affermare che, scegliere di intraprendere un percorso terapeutico è sicuramente una decisione coraggiosa, ma soprattutto importantissima per l’individuo perché gli permette di uscire da un’impasse, da un uno stallo all’origine di una grande sofferenza consentendogli di migliorare la consapevolezza di sé stesso, aumentando la propria forza e fiducia.

 Si consiglia di leggere anche  ::PSICOLOGO, CLIENTE E PERCORSO TERAPEUTICO

Dott.ssa Cristina Paglialonga

Sede Operativa: Via Ponchielli, 85 - 61122 Pesaro (PU)
Presso Polispecialistica Pesarese

Telefono: 3284596372
Partita IVA: 02090650413

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L'INCONTRO TERAPEUTA - PAZIENTE : DUE EMOTIVITA' IN DIALOGO

Amare se stessi significa iniziare un idillio che dura tutta la vita”  O. Wilde 

Nel corso della nostra esistenza, a volte, ci troviamo ad affrontare difficoltà e prove che possono essere fonte di grande sofferenza, disagio, angoscia e confusione. In questi momenti è facile  perdere la capacità di reagire e di riorganizzarsi.

Il mio compito  è quello di aiutare l'individuo a risvegliare le risorse, a far riaffiorare le forze per poter vivere con serenità le sfide della vita.

Nel corso della mia attività professionale, che  svolgo con passione in ambito pubblico e privato da circa 20 anni,  ho potuto constatare l'efficacia di un percorso psicologico  per superare momenti di disagio.

Il percorso di cambiamento intrapreso con le persone che incontro nel mio studio è sempre un lavoro di squadra, costruito insieme rispettando tempi ed esigenze di ognuno, con l'obiettivo di restituire fiducia in sè stessi,superare momenti di confusione e sofferenza.

E' il primo passo per prendersi cura di sé, sicuramente, un nuovo modo per  iniziare ad volersi bene, raggiungendo  un benessere psicologico duraturo, capace di resistere  ai tanti "terremoti"  a cui la vita ci sottopone.

 Leggi anche : LA MIA PRIMA ESPERIENZA DALLO PSICOLOGO

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TRISTEZZA E DOLORE UN PASS PER LA FELICITA

COSA SAPERE PER SUPERARE LA SOFFERENZA PSICHICA

Nella società odierna una delle convinzioni disfunzionali più diffuse è l’aspettativa che sia possibile e doveroso sfuggire all’incontro con ogni forma di sofferenza sia fisica che psichica.

Molto spesso ci troviamo nella nostra società di fronte a comportamenti di evitamento di stati d’animo “negativi”. La manifestazione in pubblico ed in privato, in particolare, delle emozioni sgradevoli (es. la tristezza), viene spesso negata, evitata od immediatamente sostituta in quanto segnale di rassegnazione e debolezza.

Ma in realtà anche uno stato d’animo spiacevole come la tristezza ha una funzione importante che permette il passaggio da uno stato emotivo ad un altro. Si, è proprio così un emozione negativa, può essere estremamente utile  perché fornisce la spinta a muoverci per uscire da una situazione difficile.

Come possono tristezza e sofferenza essere una risorsa?

Il dolore non è solo l’opposto della felicità, la sua origine è legata alla perdita di qualcosa (lavoro, trasferimento…) o qualcuno (lutto, separazione….). E’ un'emozione complessa che permette da una parte di ottenere l’aiuto esterno e protezione, ed inoltre consente di condurci in un percorso di isolamenti utile al recupero delle energie mediante il riposo e la meditazione. Energie che saranno necessarie in seguito per attivarsi e reagire.

Come aiutare la persona triste ed utilizzare al meglio questa emozione?

Innanzitutto è opportuno ascoltare la persona facendola sentire a proprio agio nell’espressione dell’emozione, aiutandola a lasciarsi andare e accettando il suo stato d’animo senza giudicarla. Questo atteggiamento permetterà che la tristezza non diventi cronica (Disturbo Depressivo Maggiore ) ma consenta di traghettare l’individuo verso una nuova emozione più costruttiva.

 

Nel caso della sofferenza e tristezza, dopo un primo periodo di pianto, isolamento e chiusura in sé stessi, per evitare di passare troppo tempo a rimuginare sui propri dolori divenendo passivi, il suggerimento è quello di intraprendere attività gratificanti che consentano di prendersi cura di sé stessi.

In sintesi si tratta di attivare un percorso di accettazione del dolore, e questo non significa che la situazione sia piacevole, ma semplicemente vuol dire imparare a gestire, a non combattere ed evitare la sofferenza (cosa oltretutto impossibile), risparmiando energie utili per rimboccarsi le maniche e reagire.

Tratto da Psicologia Contemporanea n.265 “Non si cresce senza passare per la sofferenza” di Pietro Trabucchi (2018)

Per chi desidera approfondire i temi sul benessere emotivo consiglio di leggere l'articolo COME ESSERE FELICI COMPRENDENDO LE NOSTRE TRAPPOLE EMOTIVE 

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COME ORIENTARSI NELLA SCELTA DELLO PSICOLOGO

La diffidenza nei confronti della psicoterapia è ancora molto diffusa. Il costo delle sedute e la mancanza di risultati concreti immediati, generano ancora tanti dubbi in tutti coloro che necessiterebbero di un aiuto psicologico. Inoltre, nel momento in cui si decide di informarsi per procedere alla scelta di uno psicologo-psicoterapeuta ci si trova di fronte un gran numero di orientamenti psicoterapici e specializzazioni differenti, alimentando confusione e disorientamento.

 Allora cerchiamo di fare un po' di chiarezza e di togliere qualche dubbio.

La psicoterapia funziona?

Numerosi studi scientifici condotti su soggetti sottoposti a trattamento psicoterapico hanno dimostrato che una terapia condotta con serietà e competenza tende a produrre cambiamenti significativi nell'assetto mentale delle persone.(Psicoterapia e la sua valutazione di Giannone G. Lo verso G. sperandeo A. 2009)

Allora quale modello scegliere psicoanalitico, familiare-sistemico,cognitivista, …? quale sarà il più efficace ?

La psicologia,oggi, offre differenti orientamenti e modelli che utilizzano tecniche e metodologie specifiche per risolvere i sintomi e generare cambiamenti, ma hanno contemporaneamente anche elementi in comune e possono dialogare tra loro.

Si è osservato che spesso la buona riuscita di una terapia è svincolata da modelli teorici e tecniche particolari, indispensabili però al professionista per intervenire con competenza .

Dunque, l'elemento incisivo, che porta ad un cambiamento terapeutico, si è rivelato essere la relazione curativa con il terapeuta cioè la capacità del professionista di contenere, supportare, accogliere empaticamente, ascoltare, sollecitare e incoraggiare senza forzarne i ritmi e i tempi il cambiamento dell'individuo.(Psicoterapia e la sua valutazione di Giannone G. Lo verso G. sperandeo A. 2009)

Come è possibile assicurarsi che il terapeuta possieda tutti questi aspetti ?

La scelta di uno psicologo specializzato e formato ( psicoanalista, sistemico, cognitivista,...) garantisce, in parte, la padronanza di modelli e tecniche che gli consentono di agire con serietà e professionalità.

Per verificare le qualità umane e di relazione è consigliabile entrare in contatto diretto con il professionista attraverso una prima chiamata telefonica e/o un primo colloquio di conoscenza.

LEGGI ANCHE : Psicoterapia individuale  - Psicoterapia di coppia - TERAPIA FAMILIARE

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CHE COSA ACCADE NELLA STANZA DELLO PSICOLOGO ?

"Un cliente è responsabile di se stesso, sta andando da qualcun'altro per avere aiuto, ma il centro di valutazione, di decisione è ancora dentro se stesso” (Rogers, Russell 2002)

Nella stanza di terapia, non c'è una persona del tutto passiva che si affida ad un esperto, ma ci sono due persone che fanno un percorso di crescita . Il ruolo del terapeuta non è più quello dell'esperto riparatore di una disfunzione, ma piuttosto una guida che permette di riorganizzare la propria vita. Lo psicoterapeuta rapportandosi al cliente con empatia, crea un clima che consente alla persona di lavorare sul proprio percorso di rivalutazione ed espressione del sé.

L'obiettivo è restituire potere alla persona favorendo la responsabilizzazione, affinché possa agire in modo autonomo e consapevole sulla propria vita.

 

Per chi desidera avere maggiori informazioni sull' argomento consiglio la lettura dell'approfondimento ;  PSICOLOGO, CLIENTE E PERCORSO TERAPEUTICO ;  COME RENDERE DAVVERO EFFICACE L’INTERVENTO PSICOLOGICO

 

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