Questo sito utilizza cookies di profilazione e di terze parti che consentono di migliorare i nostri servizi per l'utenza. Continuando a navigare, accetti l'utilizzo dei cookies da parte di questo sito.

  • Slide1
  • Slide2
  • Slide3
  • Slide4
  • Home

 Chiama al 3284596372

LA FATICA DI CHIEDERE AIUTO

Scegliere di andare da uno psicologo non è mai semplice, mille dubbi e resistenze a volte finiscono per rimandare la decisione di contattare un professionista. I motivi per cui tale scelta diventa tanto sofferta sono almeno 4 e possiamo considerali 4 buone motivazioni:

Si spera di poter risolvere il problema da soli senza ricorre ad aiuto esterno (l’affermazione più comune è “io non credo in questo tipo di aiuto) per non mostrarsi fragili, per paura di essere giudicati dagl’altri in modo negativo, ma soprattutto perché mettersi in discussione per realizzare dei cambiamenti spaventa tutti. Gli esseri umani spesso tendono a mantenere lo status quo anche se disfunzionale e fonte di disagio.

Per alcuni è estremamente difficile fidarsi di una persona sconosciuta, aprendosi e rivelandogli le nostre insicurezze e fragilità. Infatti alcune persone faticano ad affidarsi e fidarsi ad un professionista, rivelando, forse, in alcuni casi una sfiducia nella possibilità di costruire relazioni sociali

Spesso si pensa che il percorso terapeutico debba durare anni, impegnando più volte a settimana; in certi casi la paura è quella di diventare dipendenti dal terapeuta, pensiero intollerabile per alcune persone che vivono nel mito dell’indipendenza. Ignorando che questi aspetti (dipendenza/indipendenza) hanno sempre bisogno di integrarsi nella vita degli individui. Inoltre l’obbiettivo del terapeuta è sempre quello di fornire gli strumenti e le risorse per consentire all’individuo di procedere da solo senza stampelle esterne.

Quello che emerge è che scegliere di intraprendere un percorso terapeutico è sicuramente una decisione coraggiosa, ma soprattutto importantissima per l’individuo perché gli permette di uscire da un’impasse, da un uno stallo all’origine di una grande sofferenza consentendogli di migliorare la consapevolezza di sé stessi aumentando la propria forza e fiducia.

 Si consiglia di leggere anche  ::PSICOLOGO, CLIENTE E PERCORSO TERAPEUTICO

Dott.ssa Cristina Paglialonga

Sede Operativa: Via Ponchielli, 85 - 61122 Pesaro (PU)
Presso Polispecialistica Pesarese

Telefono: 3284596372
Partita IVA: 02090650413

Seguici su Facebook

Seguici su Google+

StampaEmail

 L'INCONTRO TERAPEUTA - PAZIENTE : DUE EMOTIVITA' IN DIALOGO

Amare se stessi significa iniziare un idillio che dura tutta la vita”  O. Wilde 

Nel corso della nostra esistenza, a volte, ci troviamo ad affrontare difficoltà e prove che possono essere fonte di grande sofferenza, disagio, angoscia e confusione. In questi momenti è facile  perdere la capacità di reagire e di riorganizzarsi.

Il mio compito  è quello di aiutare l'individuo a risvegliare le risorse, a far riaffiorare le forze per poter vivere con serenità le sfide della vita.

Nel corso della mia attività professionale, che  svolgo con passione in ambito pubblico e privato da circa 18 anni,  ho potuto constatare l'efficacia di un percorso psicologico  per superare momenti di disagio.

Il percorso di cambiamento intrapreso con le persone che incontro nel mio studio è sempre un lavoro di squadra, costruito insieme rispettando tempi ed esigenze di ognuno, con l'obiettivo di restituire fiducia in sè stessi,superare momenti di confusione e sofferenza.

E' il primo passo per prendersi cura di sé, sicuramente, un nuovo modo per  iniziare ad volersi bene, raggiungendo  un benessere psicologico duraturo, capace di resistere  ai tanti "terremoti"  a cui la vita ci sottopone.

 

Dott.ssa Cristina Paglialonga

Sede Operativa: Via Ponchielli, 85 - 61122 Pesaro (PU)
                        Presso Polispecialistica Pesarese

Telefono: 3284596372
Partita IVA: 02090650413

Seguici su Facebook

Seguici su Google+

StampaEmail

ALCUNE DOMANDE FREQUENTI SUGLI ATTACCHI DI PANICO

Dottoressa quando ho un attacco ho la sensazione che sto per impazzire e perderò il controllo ? Accadrà questo?
Il panico sprerimentato è la paura della paura; Infatti la paura iniziale difronte ad una situazione pericolosa o presunta tale viane alimentato in modo esagerato dal terrore e dall’ansia verso i primi segnali del corpo e della mente; in questo modo il cuore batte all’impazzata, il respiro diventa ansimante e la mente galoppa veloce.e la paura si trasforma in terrore, angoscia perdita cosi di ogni controllo di sé e delle proprie reazioni. In realtà, quindi, non si tratta di un reale “impazzimento” ma semplicemente di una risposta disfunzionale alla paura. La paura è un meccanismo di difesa utile, al contrario il terrore e l’angoscia sono disorgannizzanti , responsabili di mandare in tilt mente e corpo.

Quando ho un attacco di panico penso che avò un infarto ?
In realtà la possibilità che un persona con disturbi di attacco di panico possa essere soggetto a problemi cardiaci è la stessa di individui che non soffrono di tali disturbi.
La tachicardia, la mancanza di respiro sono attivazioni dell’organismo di fronte alla percezione di pericolo e il tentativo di controllarle non fa altro che aumentare i sintomi panicosi.

Quando finisce un attacco provo un forte senso di vergogna ?
Dopo che c’è stato un attacco di panico e lo “tsunami spicologico è passato travolgendo corpo e mente, forza e volontà emerge un forte sentimento di vergona comune a tutti coloro che soffrono di tale disturbo.
Tale sentimento alimenta i sintomi ed per ciò diviene importante per guarire imparare ad accettare le proprie paure senza giudicarsi troppo severamente.
La paura della paura spinge a chiuderci ed a rinunciare, alimentando sempre più il disagio.
Ma il coraggio non è assenza di paura , il coraggio nasce dalla disponibilità a vivere la paura.

Non capisco questi attacchi di panico, proprio a me che sono sempre stato un individuo dinamico ?
In realtà molti dei pazienti fobici non sono persone inibite , ma bensì indipendentii, insofferenti ai vincoli, amanti dei viaggi e a volte appassionati di sport rischiosi. Spesso il sintomo diviene il segnale di un del disagio a seguito di un conflitto irrisolvibile tra desiderio di protezione e desiderio di indipendenza.

Per avere maggiori informazioni consiglio di leggere nella sezione approfondimenti l'articolo "I PAZIENTI FOBICI TRA DESIDERIO DI LIBERTA’ E RICERCA DI PROTEZIONE

StampaEmail

CHE COSA ACCADE NELLA STANZA DELLO PSICOLOGO ?

"Un cliente è responsabile di se stesso, sta andando da qualcun'altro per avere aiuto, ma il centro di valutazione, di decisione è ancora dentro se stesso” (Rogers, Russell 2002)

Nella stanza di terapia, non c'è una persona del tutto passiva che si affida ad un esperto, ma ci sono due persone che fanno un percorso di crescita . Il ruolo del terapeuta non è più quello dell'esperto riparatore di una disfunzione, ma piuttosto una guida che permette di riorganizzare la propria vita. Lo psicoterapeuta rapportandosi al cliente con empatia, crea un clima che consente alla persona di lavorare sul proprio percorso di rivalutazione ed espressione del sé.

L'obiettivo è restituire potere alla persona favorendo la responsabilizzazione, affinché possa agire in modo autonomo e consapevole sulla propria vita.

 

Per chi desidera avere maggiori informazioni sull' argomento consiglio la lettura dell'approfondimento ;

Psicologo, cliente e percorso terapeutico

StampaEmail