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COME ESSERE FELICI COMPRENDENDO LE NOSTRE TRAPPOLE EMOTIVE


"Rimango sempre coinvolta in relazioni con persone fredde nei miei confronti…”
“Sento che nessuno è in grado di capirmi …neanche le persone che mi vogliono bene…”
“Ho sempre paura che mi possa accadere qualcosa di brutto, anche un lieve mal di gola scatena la paura di malattie gravi…..”
“Penso sempre di più agli altri che a me stesso, tanto che non so più cosa voglio realmente…”
“Se gli altri mi conoscessero realmente per quello che sono non mi amerebbero …..”

Cosa sono le trappole emotive?
Sono modi di pensare, di sentire, di agire e di relazionarsi con sé stessi e gli altri che si sono formati nell’infanzia, e si sono consolidati nel corso del tempo fino da divenire vere e proprie trappole e farsi parte di noi. Il termine tecnico per trappola è schema. Gli schemi sono convinzioni riguardanti noi stessi ed il mondo, apprese, nelle prime fasi della vita e profondamente radicate in noi. Gli schemi hanno un’importanza fondamentale per il senso di sé,  smettere di credere in uno schema anche se ci fa del male è molto difficile, perché significherebbe abbandonare la sicurezza di sapere chi siamo. Nelle prime fasi della vita rappresentano una sorta di rifugio, perciò sono così difficili da abbandonare. Il termine trappola indica, chiaramente, quanto questi schemi possono essere in alcuni casi dannosi per l’individuo, responsabili di una costante sensazione d’infelicità e insoddisfazione, rappresentando un reale ostacolo alla costruzione di relazioni sociali ed affettive gratificanti.

Quali sono le trappole emotive più frequenti?
 Trappola dell’abbandono: le persone che manifestano questa trappola vivono il timore costante di perdere i propri legami affettivi e rimanere soli in seguito ad un lutto oppure ad un abbandono. A causa di questa convinzione manifestano un attaccamento eccessivo verso i propri cari spingendoli alla fine ad allontanarsi.

 Trappola della dipendenza: le persone che manifestano questa trappola sono incapaci di affrontare la vita senza sostegno degl’altri. In genere sono dipendenti dall’aiuto altrui e ricercano costantemente figure forti dalle quali dipendere, consentendogli anche di controllare la propria vita

 Trappola della vulnerabilità: le persone che manifestano questa trappola vivono con il timore che da un momento all’altro possa accadere qualcosa di terribile: una calamità, una malattia grave, un tracollo finanziario. Anche se le paure sono esagerate ed irrealistiche, queste persone permettono che controllino la loro vita e utilizzano tutte le energie nello sforzo di sentirsi al sicuro.

 Trappola della deprivazione emotiva: Le persone con questa trappola pensano e sono convinte che il proprio bisogno di amore non verrà mai soddisfatto in modo adeguato, ritenendo fermamente che nessuno  voglia loro veramente bene o possa comprenderli realmente. Per questo motivo si comportano in modo freddo e poco affettuoso, o sono attratti da persone incapaci di dare affetto, costruendo così relazioni insoddisfacenti in cui si sentono spesso traditi. Sperimentano senso di solitudine, di vuoto e di isolamento affettivo.

 Trappola dell’esclusione sociale e dell’inadeguatezza: chi possiede questa trappola sperimenta la sensazione di essere diverso e per questo si sente escluso dagli altri: in passato queste persone si sono sentite socialmente indesiderabili per alcune caratteristiche insolite. Da adulte queste persone si sentono brutte, noiose e socialmente poco attraenti e quindi fanno fatica a stringere amicizie ed evitano la compagnia degl’altri. In altri casi pensano di essere inadeguati e che ci sia qualcosa che non va, e nessuno potrebbe amarli se li conoscesse davvero. In genere sono stati bambini poco rispettati.

 Trappola della sottomissione: coloro che manifestano questa trappola sacrificano i propri desideri e bisogni per compiacere gli altri o soddisfare i loro bisogni. In genere sono persone che si lasciano dominare dagl’altri per paura di ferirli o di essere puniti. In altri casi si legano a persone troppo fragili per contraccambiare l’affetto.
I passi necessari per modificare le proprie trappole sono: riconoscerle e aumentando la consapevolezza, comprendere le origini della trappola e infine provare a modificare lo schema utilizzato, sostituendolo con una visione della realtà più funzionale.

Tratto in parte da "Reinventa la tua vita"di A. Beck  Raffaello Cortica Editore 2004

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