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MATERNITA: TRA TRISTEZZA E DEPRESSIONE

 MATERNITA: TRA TRISTEZZA E DEPRESSIONE

 

Oggi quando si affronta il tema della maternità se ne parla evocando l'immagine idilliaca di un rapporto mamma-bambino che si instaura in modo naturale, senza fatica e senza alcun tipo di difficoltà. In realtà, questa immagine eccessivamente edulcorata dell'esperienza del parto e della maternità contribuisce ad alimentare, in molti casi , aspettative irrealistiche rispetto all'avventura di essere madri, che poi durante l'esperienza reale potrebbero essere fonte di frustrazione e difficoltà di adattamento richiesti dalla nuova situazione.  (...continua...)

I primi mesi di vita del bambino richiedono grandi cambiamenti nella donna : deve acquisire nuove competenze e responsabilità, prendersi cura di un altro essere umano, modificare le relazioni con il partner e con le rispettive famiglie d'origine

E così il confronto tra aspettative talvolta idilliche e la realtà, fa si che molte madri si sentano inadeguate e colpevoli. Emozioni negative, fatiche e sentimenti di inadeguatezza che molto spesso con difficoltà possono essere espresse, poiché l'idea comune è che la nascita sia in generale un evento gioioso e non possa assolutamente essere associata a sentimenti come tristezza e insofferenza. In uno studio condotto in Australia sull'esperienza della maternità alcune donne hanno parlato di una sorta di “congiura del silenzio”. Percepito come un vero e proprio inganno; la domanda ricorrente era “perché nessuno mi ha detto che sarebbe stato così difficile e faticoso ?”

Nei primi mesi dopo il parto la donna deve letteralmente imparare a fare la mamma. Il legame mamma banbino non è un fatto così immediato e naturale come ci si aspetta. Il legame di attaccamento richiede molte risorse fisiche ed emotive, richiede tempo pazienza e molta cura.

Un neomamma ha bisogno di sentirsi sostenuta e circondata dall'affetto dei prorpri cari., ha bisogno di persone che siano in grado di entrare in sintonia con i suoi sentimenti. Una mamma sostenuta ed incoraggiata sarà maggiormente in grado di adattarsi al nuovo ruolo e sarà agevolata nella costruzione della relazione con il piccolo.

Già dalle prime settimane dopo il parto i sentimenti sperimentati dalla neo mamma sono intensi e contraddittori e vanno dall'eccitazione alla gioia, all'orgoglio fino all'estrema stanchezza,all'ansia al pianto.

 Una reazione frequente che si verifica nel 70%-80% delle donne è una forma depressiva lieve detta Baby blues caratterizzata da :

  • ansia

  • umore instabile

  • tristezza

  • pianto improvviso ed immotivato

  • difficoltà di concentrazione

  • disturbi del sonno

 

A volte emergono nei confronti del bambino scarso coinvolgimento, eccessiva preoccupazione per il suo benessere o sensazioni di incapacità ad accudirlo in modo adeguato. I baby blues si manifestano qualche giorno dopo il parto e tendono a risolversi entro i primi giorni dalla nascita del bambino.

Un disturbo più grave è invece la depressione post-partum che colpisce il 10-15% delle puerpere si verifica quattro settimane dopo il parto e se non adeguatamente trattata può perdurare nel tempo. I sintomi sono quelli della depressione :

  • Umore depresso

  • ansia/ panico

  • senso di colpa

  • paura di essere abbandonati dal partner

  • difficoltà di concentrazione

  • isolamento sociale

  • incapacità di svolgere compiti quotidiani

  • perdita dell'appetito

  • insonnia

  • perdita di energia

 

La depressione post-partum è un disturbo poco riconosciuto. Spesso le madri non ne parlano con gli operatori sanitari, e questi ultimi spesso tendono a minimizzare il problema, ritardando o impedendo un percorso di cura.

Un percorso psicoterapeutico associato, nei casi più gravi, ad un supporto farmacologico rappresentano l'intervento più appropriato.

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