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ADOLESCENTI IN RETE

Gli adolescenti oggi utilizzano videogiochi, e autostrade virtualli di internet meglio degli adulti.
Internet permette di entrare, viaggiare,scoprire avventurarsi nel mondo senza segreti e senza censure e la maggiorparte delle volte lo fanno senza adulti al loro fianco. Molti entrano in contatto alla ricerca di amici, alla ricerca di informazioni e confidenze, formare un gruppo o corteggiare.
E' ideale alla loro età girare il mondo standosene al "sicuro" nella cameretta, avventurarsi nelle relazioni senza essere visti. Solo la parola, il corpo rimane celato e invisibile. Chattare con degli sconosciuti con nickname, selezionarne alcuni e poi decidere se far comparire anche il corpo o scomparire del tutto o non fidarsi o rimanere introvabile. Si possono stabilire relazioni virtuali, ma sempre sull'orlo della realtà, si può sempre telefonare e farlo divenire reale. Attraverso i social network social si possono condividere i propri interessi e attività, trovare nuovi amici e comunicare con loro.
Questo tipo di comunicazione consente ai giovani di essere molto sinceri e di usare un livello di confidenza reciproca che rasenta la spudoratezza perchè tutelati dall'anonimato o perchè non c'è contatto reale e corporeo con la persona. Per questi motivi, spesso, gli adolescenti hanno la sensazione che si costituiscano legami addirittura più profondi di quelli reali.
A volte proprio questa percezione d'invisibilità, io non ti vedo ma anche tu non puoi vedere me, permette ai ragazzi di esprimersi con comunicazioni aggressive che nella realtà non utilizzerebbero.
L'impossibilità di vedere la reazione dell'altro non consente una vera consapevolezza degli effetti delle proprie azioni, può quindi incentivare comportamenti offensivi e aggressivi on line.
Ci sono anche ragazzi che incontrano difficoltà nel mondo delle relazioni reali. Per loro il rischio è che i rapporti virtuali divenendo predominanti e per mancanza di esperienza finiscano intrappolati nella rete, (dipendenza da internet) trasformandosi in alcuni casi anche in vittime di cyberbullismo.
Molti genitori pensano che se loro figlio rimane a casa ad usare il computer, è al sicuro e non combinerà guai.
Non è detto! Potrebbe essere vittima di cyberbullismo oppure potrebbe attuare delle prepotenze on line su altri coetanei.
Per i genitori è importante comprendere che i filtri applicati al computer possono solo in parte proteggere i propri figli da esperienze spiacevoli, la protezione più efficace è data dal tempo che ogni genitore dedica al proprio figlio per parlare insieme dei suoi problemi.
Se una mamma o un papà si accorgono che il proprio figlio passa troppo tempo chiuso in casa a chattare ed ha abbandonato interessi e attività nel mondo esterno. Che cosa deve fare?
E' importante che i genitori provino a comprendere insieme al proprio figlio/a l'origine del disagio. In questi casi, non bastano divieti e censure, ma sono necessari l'ascolto e il dialogo per risintonizzarsi con  il proprio figlio/a.
E se questo non è possibile, l'aiuto di uno psicologo può consentire di attivare una comunicazione familiare bloccata o inefficace.

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